L' ARTE in UMBRIA

 

Periodo etrusco romano

Varie necropoli testimoniano la presenza etrusca nella regione e molte hanno restituito importanti reperti. Tra questi, numerosi provengono dalla grande necropoli del Crocifisso di Orvieto, con tombe a camera scavate nel tufo. Scarse sono, invece, le tracce di edifici civili e religiosi: tra questi ricordiamo il tempio del Belvedere a Orvieto (V secolo a.C.), costruito su uno sperone roccioso, in modo da dominare la Valle del Paglia.

Ben documentata è, invece, la presenza romana, con diversi monumenti visibili in tutta la regione. Per citarne alcuni, possiamo ricordare il ponte di Augusto, a Sud di Narni, lungo la via Flaminia, oppure l'acquedotto romano, sempre presso Narni. I centri moderni, diretti discendenti delle città umbro-etrusche e poi romane, testimoniano il capillare programma edilizio romano. Ne sono prova il teatro di Gubbio, capace di 6000 spettatori e ancora oggi utilizzato, o i resti degli anfiteatri di Terni e Spoleto. Proprio in quest'ultima città, sotto il Palazzo Comunale, sono stati rinvenuti i resti di una casa romana, forse l'abitazione di Vespasiana Polla, madre dell'imperatore Vespasiano.

Grandiosi sono poi gli scavi di Carsulae, importante centro lungo la via Flaminia, che hanno riportato alla luce i resti delle terme, della basilica forense, dell'anfiteatro, del teatro e di due templi gemelli: insomma un impianto urbano romano completo.

Importante è anche il tempio romano della Minerva ad Assisi, uno dei più conservati nel mondo romano e trasformato nella chiesa di Santa Maria sopra Minerva nel 1539.

 

Periodo tardo romano e Alto Medioevo

Con l'avvento del cristianesimo, molti edifici religiosi pagani furono trasformati in chiese: tra queste la chiesa di Sant'Angelo a Perugia (V-VI secolo) e la chiesa del Salvatore a Spoleto (IV-V secolo). Testimonianze per l'Alto Medioevo sono: la chiesa di San Pietro in Valle, presso Ferentillo (VIII secolo), fondata, secondo la tradizione, dal duca longobardo Faroaldo II; gli affreschi dell'elegante tempietto del Clitunno (chiesa del San Salvatore VII secolo) e la chiesetta di Sant'Eufemia a Spoleto (X-XII secolo), bell'esempio di stile romanico con influenze lombarde.

 

Il XII secolo

La grande fioritura artistica della regione cominciò nel XII secolo sotto le influenze dei modelli romani e lombardi. Tra gli edifici più significativi del periodo: il duomo di Assisi (San Rufino), con la bellissima facciata a coronamento triangolare; San Pietro e San Gregorio Maggiore a Spoleto. Nella pittura umbra del periodo è evidente invece l'influenza bizantina, come testimoniano gli affreschi di San Pietro in Valle presso Ferentillo, di San Paolo inter vineas a Spoleto (fine XIII secolo) e quelli dell'abbazia dei Ss. Severo e Martirio di Orvieto, costruita nel XII secolo dai Benedettini. così come di derivazione bizantina è la croce dipinta (opera di Alberto Sotio) nel duomo di Spoleto, modello che ispirò numerose opere analoghe del Duecento.

Il XIII secolo, l'età gotica

Evento centrale nella storia artistica dell'Umbria è la costruzione della basilica di San Francesco ad Assisi, uno dei più famosi santuari del mondo cristiano, opera con la quale cominciò l'età gotica. Iniziato due anni dopo la morte del Santo, nel 1228, l'edificio è composto da due chiese sovrapposte: l'inferiore di stile romano-gotico e la superiore realizzata in stile gotico-italiano. Lo stile gotico venne poi rielaborato in forme originali dando luogo a splendide manifestazioni artistiche. Ne sono un esempio la chiesa di Santa Chiara in Assisi, con la facciata a fasce di pietra bicolore, San Domenico e il duomo a Perugia, San Salvatore a Foligno e diversi edifici pubblici a Todi, Perugia, Gubbio e Città di Castello. Originalità che ha il suo culmine nel duomo di Orvieto, cominciato forse nel 1290 da Fra Bevignate da Perugia e terminato dal toscano Lorenzo Maitani: La chiesa presenta una forma semplice, che rimanda alle prime basiliche cristiane, mentre tutti gli spazi e strutture interne sono realizzate secondo proporzioni dello stile gotico.

La pittura e le influenze senesi

In campo pittorico furono attivi ad Assisi due grandi artisti fiorentini: Giotto e Cimabue; ma fu Siena ad esercitare una notevole influenza sulla pittura della regione. Ad Assisi operarono, infatti, Simone Martini e Pietro Lorenzetti e senesi possono considerarsi le manifestazioni pittoriche di Orvieto, con Ugolino di Prete, Pietro di Puccio ecc. Anche a Perugia operarono, alla fine del Trecento, due senesi: Bartolo di Fredi e Taddeo di Bartolo.

La scultura e le influenze toscane

Per la scultura non esiste invece una scuola locale. Massiccia è, infatti, la presenza di artisti toscani come Nicola e Giovanni Pisano (Fonte Maggiore a Perugia) e Arnolfo di Cambio (statue nella Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia e monumento funebre del cardinale Braye in San Domenico a Orvieto).

Il Rinascimento, fine dell'originalità dell'architettura umbra

Con il rinascimento, l'architettura umbra perde le sue caratteristiche di originalità: divenne infatti dominante l'influenza toscana: ne sono esempio l'oratorio di San Bemardino e Porta San Pietro a Perugia, di Agostino di Duccio, e il Palazzo Ducale di Gubbio, di Francesco Giorgio Martini. Per il 1500 ricordiamo la chiesa di Santa Maria della Consolazione di Todi, forse realizzata su progetto del Bramante.

Pittori toscani e nascita della scuola locale

Nella pittura, dopo la presenza di numerosi artisti toscani come Masolino da Panicale, Beato Angelico, Domenico Veneziano, Filippo Lippi, Piero della Francesca, si formò una scuola locale che con Niccolò Liberatore, Bonfigli, Caporali, Fiorenzo di Lorenzo e soprattutto con il Pinturicchio e il Perugino, diede vita ad opere di gusto leggero e grazioso, con una particolare attenzione per la ricerca luministica.

Tra le manifestazioni pittoriche umbre, ricordiamo gli affreschi di Luca Signorelli (nella cappella San Brizio del duomo di Orvieto) ed alcuni artisti manieristi come Rosso Fiorentino, il Pordenone, il Vasari e Raffaellino del Colle. Più notevole fu, invece, la traccia lasciata dal Baroccio e dagli allievi Ventura Salimbeni e Francesco Vanni. Nella scultura rimangono opere di artisti toscani come Agostino di Duccio, Mino da Fiesole, i Della Robbia e nel 1500 del Perugino. Nel secolo successivo, la scuola locale perse progressivamente importanza: furono infatti operosi, in Umbria, quasi esclusivamente artisti forestieri come Pietro da Cortona e il Domenichino.

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